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| "Crema Spalmabile" |
Avete mai pensato a qualcosa e detto tra voi e voi "che merda"?
Massì, dai, l'abbiamo fatto tutti. Una cosa stupida, un evento buffo. Buffamente pericoloso, ma pur sempre buffo. Come l'arte. Una di quelle cose che a ripensarci fanno scappare una risata ed un brivido allo stesso tempo. Un amico ubriaco che cade dalle scale. Le battute sugli ebrei. Sui neri. Su Mussolini insalamato a testa in giù, sui comunisti che mangiano i bambini, su Stalin che prende per il culo il figlio dopo il tentativo di suicidio fallito miseramente (storia vera). Su Putin e i froci (con un cognome come Put In...). Su Gianni Morandi coprofago (un abbraccio), sui mutilati, sui monchi, sugli zoppi, sugli handicappati, sui tumori e altre malattie. Insomma, il miglior tipo di umorismo che è possibile trovare.
Quelle cose orripilanti che la tua mente digerisce con una risata, masticando frettolosamente attraverso un "ma che stronzata". Però, ormai, quelle cose fanno parte di te, per quanto poco. Come fossero cicatrici. Scarificazione rituale, dopotutto è una forma d'arte. Quel genere di cicatrici che si mettono in bella mostra, sì, ma pur sempre cicatrici. Battute che si ripetono, aneddoti che si perpetuano. Ci ripensi anni dopo e ti rendi conto che la stronzata nella sua cattiveria era puro genio, una riunione di gabinetto tra l'orripilante e il trascendentale. Certo, una fusione, un collegamento che può fare solo una persona orribile. Solo uno stronzo, per l'appunto. Ma un collegamento necessario per crescere, perchè non si può restare bambini per sempre, perennemente nel regno delle fatine pulite e stitiche. Come un'operazione chirurgica, un'operazione a cuore aperto senza anestesia. Come la salvezza dell'aver toccato il fondo. Cose brutte, ma necessarie. Il genio che mostra e racconta il peggio di noi. Bisogna saper fare davvero gli stronzi per tirar fuori un genio così cattivo e degradante.
E, poco ma sicuro, pochi nella storia hanno saputo fare gli stronzi come Piero Manzoni.
Massì, dai, l'abbiamo fatto tutti. Una cosa stupida, un evento buffo. Buffamente pericoloso, ma pur sempre buffo. Come l'arte. Una di quelle cose che a ripensarci fanno scappare una risata ed un brivido allo stesso tempo. Un amico ubriaco che cade dalle scale. Le battute sugli ebrei. Sui neri. Su Mussolini insalamato a testa in giù, sui comunisti che mangiano i bambini, su Stalin che prende per il culo il figlio dopo il tentativo di suicidio fallito miseramente (storia vera). Su Putin e i froci (con un cognome come Put In...). Su Gianni Morandi coprofago (un abbraccio), sui mutilati, sui monchi, sugli zoppi, sugli handicappati, sui tumori e altre malattie. Insomma, il miglior tipo di umorismo che è possibile trovare.
Quelle cose orripilanti che la tua mente digerisce con una risata, masticando frettolosamente attraverso un "ma che stronzata". Però, ormai, quelle cose fanno parte di te, per quanto poco. Come fossero cicatrici. Scarificazione rituale, dopotutto è una forma d'arte. Quel genere di cicatrici che si mettono in bella mostra, sì, ma pur sempre cicatrici. Battute che si ripetono, aneddoti che si perpetuano. Ci ripensi anni dopo e ti rendi conto che la stronzata nella sua cattiveria era puro genio, una riunione di gabinetto tra l'orripilante e il trascendentale. Certo, una fusione, un collegamento che può fare solo una persona orribile. Solo uno stronzo, per l'appunto. Ma un collegamento necessario per crescere, perchè non si può restare bambini per sempre, perennemente nel regno delle fatine pulite e stitiche. Come un'operazione chirurgica, un'operazione a cuore aperto senza anestesia. Come la salvezza dell'aver toccato il fondo. Cose brutte, ma necessarie. Il genio che mostra e racconta il peggio di noi. Bisogna saper fare davvero gli stronzi per tirar fuori un genio così cattivo e degradante.
E, poco ma sicuro, pochi nella storia hanno saputo fare gli stronzi come Piero Manzoni.



