martedì 17 gennaio 2017

Blackstar


Fa caldo e il sole si è spento. È un caldo lontano, non riscalda davvero. L'anima è un blocco di ghiaccio e il fegato una palla d'acido che ci rotola sopra consumandolo.
Lui sta ridendo di nuovo. Ma non è reale.
“Su con la vita! Ahahahah! Daaaaai, sai che giorno è?”
Non rispondo. Ho smesso di rispondere alle mie allucinazioni. Soprattutto quando allucino negri.
“Dalla quantità di bottiglie vuote in giro lo sai!”
Guardo in cagnesco il negro in giacca e cravatta che squatta come uno slavo sul davanzale della mia finestra.
Anzi, guardo in cagnesco la luna perché il negro non esiste e provo a sdraiarmi e il reflusso gastrico si fa sentire e mi ritiro su e guardo in direzione della finestra con lo sguardo che avrebbe un dio vichingo durante il Ragnarok.
Ebete, con un rigurgito che cola dal lato destro della bocca.
“Daaaaaai che lo sai, fai il bravo bambino e smetti di ignorarmi!”
Nessuno vichingo ha mai combattuto da sobrio. E hanno conquistato l'Inghilterra. Due volte almeno. Credo.
Non si può affrontare la Morte da sobri. È per questo che invoco il Barone solo quando sono in queste condizioni. Cioè, che allucino il Barone solo quando in queste condizioni. Lui ride sempre, ma non esiste mai.
Ha smesso di ridere. Ma questo non lo rende più reale.
“Hai scassato ¾ di minchia. Ogni sabato ti riduci così, invochi la Morte con tutta questa insistenza, e quando arrivo per farti fare il viaggio, per portarti da lei, scappi.”
Tanto lo so che è solo una rappresentazione della mia paura di essere dimenticato mescolata all’irrazionale paura dell’Uomo Nero che installano in tutti i bambini.
“Non puoi flirtare con la Morte così e pretendere che non ci siano conseguenze. La Morte s’è rotta il cazzo di ricevere le tue telefonate.”
Salta in piedi, come i gatti che vedono qualcuno avvicinarsi, di lato, che poi si bloccano e ti fissano. Che non sanno se già ti odiano o se devono iniziare ad odiarti. E come salta in piedi la luna si nasconde, dietro le nuvole, terrorizzata dalle ombre, e le ombre si muovono e l'acido brucia nel corpo.
“Ora, finalmente, è troppo tardi.”
L'oscurità prende forma. Prende sostanza. Artigli di buio si innalzano e lambiscono quello che resta della luna, spegnendo definitivamente la lampadina che ancorava la realtà a se stessa. Che teneva le ombre nel mondo delle ombre, le allucinazioni nel mondo delle allucinazioni, i negri nel mondo dei negri e la paura nel mondo della paura. Nell'oscurità totale l'orgia dei mondi figlia legioni di ombre.
E mentre le orde di ombre mi attanagliano gli arti l'acido mi attanaglia le budella, e mi tasto lo stomaco ed è lì, integro, e vedo il negro dissolversi davanti a me, corroso, e le ombre si staccano da lui mettendone a nudo l'avorio delle ossa mentre si avvicina e il fuoco dei suoi occhi arde come arde l'odio che provo per me stesso.
Tanto lo so che solo una rappresentazione della mia paura di morire mescolata alla mia irrazionale paura di sopravvivere.
“Spero tu abbia lasciato disposizioni per la tua lapide.”
Quando l’incarnazione dell’oscurità nei recessi del tuo animo ti attanaglia così, c'è un solo uomo che può tirarti fuori. Solo un uomo più bianco di quel l'avorio illuminato dalle eterne fiamme dell'odio. E ciò che resta di quell'uomo fortunatamente è già nel mio stereo. Scalcio e urlo e piango e mi divincolo dalle ombre che mi bloccano le braccia abbastanza a lungo da premere “play” sul telecomando.
Ground control to Major Tom...
Molto meglio.
Il negro mi fissa coi suoi occhi di bragia e il suo completo consumato dall'acido del mio fegato e strappato dalle ombre e le sue ossa risplendono nella volta celeste e il fuoco dei suoi occhi arde attorno a me come le fredde fiamme d'un forno crematorio.
Lui sta ridendo di nuovo. Ma il fatto che non sia reale non lo rende meno vero.
“È così che vuoi farla finita? Ahahahah ahahahah! Da te mi sarei aspettato altro!”
E le ombre si agitano mentre lo strano mix di immagini folkloristiche scaturite probabilmente da qualche brutta battuta sulla Morte Nera ride e il Duca Bianco sussurra la sua partenza.
Commencing countdown engines on…
“Ero sicuro…. ahahah…. sicuro sicuro sicuro sicuro… quattro quinti sicuro… che avresti optato per qualcosa di più interessante… e particolare”
Check ignition and may God’s love be with you
Non rispondo. Un po’ perchè non voglio, e un po’ perchè le ombre mi attanagliano le labbra come ganci
Ten
“E invece la tua ultima azione è far partire musica scontata! AHAHAHAH!”
Nine
E ride e gli cade il cappello a cilindro e le ombre si stringono e inizio a piangere
Eight
e le mie lacrime rigano le mie guance come coltellate
Seven
e i coltelli che le infliggono sono così leggeri e
Six
piacevoli piangerei dalla gioia se
Five
non stessi già piangendo
Four
ma non serve piangere
Three
perchè nessuno raccoglierà le lacrime
Two
e le lacrime non hanno memoria
One
e oh cazzo non ho detto che al mio funerale devono cantare quella canzone di
Liftoff.

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