Se scruterai a lungo nell'abisso, l'abisso finirà per scrutare in te.
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| A Nietzsche sarebbe piaciuto. Ne sono convinto. |
Oggi ti ho vista.
Ho visto il tuo fantasma.
E in esso, come un infinito eco di un’eone più strano, vidi uno spettro di me stesso, in un abisso oscuro perduto da tempo immemore, che osservava i tuoi rilucenti occhi.
Oggi ho visto i tuoi occhi.
Ho visto quei gelati blocchi d’illacrimata indifferenza.
Senza gioia, senza odio, in quei gelidi portali per lo sconfinato abisso lo spettro si tagliò la gola, e caduto in quelle profondità mai da allora smise di contorcersi nel suo eterno dissanguamento, tirando i fili del mio dolore.
Oggi mi hai visto.
Hai visto lo spettro del passato nella sua infinita prigione.
La totale indifferenza del tuo sguardo è stata la chiave di quella gelida gabbia, e ora finalmente i cancelli dell’abisso sono stati aperti. Lo spettro che muovendosi mi muoveva, come un cadaverico burattinaio, è finalmente uscito alla luce.
Oggi i nostri occhi si sono incontrati.
La disperazione che una volta condividemmo è ora il mio dolore e il mio spettro. Oramai per entrambi scevro di significato, lo spettro ha finalmente smesso di contorcersi.

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